Se
vi chiamate Abbacchiotti o Babbuini,
siete sempre stati derisi per questo,
avete maledetto il giorno in cui vostro padre vi ha registrati all’anagrafe
e prima di dichiarare il vostro cognome esitate oltremodo; grazie a questa
facoltà, per la prima volta, il vostro cognome non sarà
uno svantaggio. Infatti chi deve sostenere l’esame viene chiamato
in ordine alfabetico. Di norma per un appello si presentano almeno 150
studenti. Alcune volte i professori ottengono più giorni per esaminare
e, quelli più laboriosi, si prodigano ad inserire in Internet le
liste degli esaminati dell’uno e dell’altro giorno. Ma molto
più spesso ciò non accade e una massa infinita di studenti
è obbligato ad una lunga attesa, tutt’altro che breve e tutt’altro
che piacevole. L’attesa somiglia a quella di chi aspetta di farsi
togliere il dente del giudizio, che vi ha fatto penare per mesi, da un
macellaio. Chi si trova alla fine dell’elenco, farebbe meglio a
rispondere all’appello iniziale e a tornare a fine giornata. Se
siete fortunati riuscirete a sedervi e a seguire, altrimenti, vi ritroverete
sul pavimento del corridoio, cercando disperatamente di ripassare fra
le ingiurie di chi viene bocciato, le telefonate con il cellulare di chi
deve comunicare ad ogni costo e ad ogni membro della famiglia di aver
preso 30 (auguratevi che non avvertano tutti i familiari anche i mormoni
o gli evangelisti) e le urla di gioia di chi ha ricevuto la lode. Qualcuno
potrebbe obiettare che, nell’attesa, si possono ascoltare le domande
poste agli altri e trarne vantaggio, ma credetemi questo è minimo
in confronto alla cefalea che vi colpirà dopo aver cercato di interpretare
il labiale dei professori per 10 ore. In conclusione se, disgraziatamente,
il vostro cognome è Zuccapelata o
Zompafosso, la vostra sciagura sarà
di gran lunga superiore a quella dei vostri colleghi Abbacchiotti
o Babbuini. Per i primi un’unica
soluzione: cambiare il proprio cognome con quello materno.
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